domenica 13 agosto 2017

Review: io e Lei. Oltre la vita

io e Lei. Oltre la vita io e Lei. Oltre la vita by Edoardo Boncinelli
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L'autore di questo libro ha fede nell'uomo e nella scienza, ma non confida in entità metafisiche o in qualcosa che vada oltre l'appuntamento biologico della morte, inevitabile per tutti. E lui lo sa. Ma la "morte", lui, la deve temere davvero, se le ha dato la maiuscola e a se stesso, "io", la minuscola. Parlare di un argomento del genere in tempo di vacanza, con il caldo e con il fuoco che ci circonda, non è affatto piacevole. Ma a me, non mi da fastidio, anzi.

Qualche settimana fa mi è arrivato un altro libro su questo argomento. Un libro "contro" la morte, scritto da Elias Canetti. Non me ne sono ancora occupato. Lo farò appena possibile. Questo di Boncinelli, arrivato dopo, ha attirato la mia attenzione. Ad una certa età ho scoperto che l'argomento si fa sempre più caldo. Boncinelli scrive che non gli interessa tanto la morte quanto la vita. Su questo fenomeno chiamato vita egli sostiene che la religione, tutte le religioni, giocano sporco, nel senso che ci speculano sopra, cercando di darci una risposta. Arriva addirittura a sostenere che la morte non esiste, non appartiene alla coscienza che ognuno di noi possiede.

Possiamo avere coscienza della morte degli altri, ma non di quella nostra. La ragione va trovata nel fatto che noi viviamo in un continuo presente, come sosteneva Sant'Agostino. Possiamo confrontarci con la morte degli altri ma non con quella nostra. Se viviamo il presente del passato, il presente del presente, il presente del futuro, quando viene a mancare il presente del presente, cioè la nostra morte, non potremo mai viverla, lei non potrà mai conquistarci, soltanto quando "capita", attesa o disatttesa.

"La mia morte non esiste", egli scrive. Il vero miracolo è la vita", arriva a dire in una intervista sul libro. Pericoloso chiedersi cosa siano le nostre vite. "Corpi materiali limitati nel tempo e nello spazio, capaci di metabolizzare soctanze chimiche, di creare, svilupparsi, riprodursi, evolvere, fino a quando l'ambiente circostante glielo permette. Perchè abbiamo una scadenza. L'invecchiamento può essere rallentato, ma non può perere la sua intrinseca, ontologica motivazione biologica. Invecchiamo perchè alla natura, cioè alla selezione naturale, non interessa ciò che ci succede dopo l'età riproduttiva. La natura ci abbandona: accada ciò che deve accadere ... Per lei siamo finiti fuori produzione. Da questo momento possiamo affermare che gli esseri viventi, in quanto tali, sono una specie di scandalo nell'uinverso, una sorta di bestemmia scientifica. La vita è al tempo stesso una scommessa, una corsa e una lotta.

Perchè per dirla con Giacomo Leopardi la natura non ci ama. Perchè siamo degli intrusi ... Più che spaventarci della morte, dovremmo piuttosto meravigliarci per la vita: che non è la normalità, è lo straordinario. Insomma, in fondo è un miracolo se siamo vivi, creaure che pur essendo la quintessenza della polvere riescono a dire con William Shakespeare: "Potrei essere confinato in un guscio di noce ..."

Quando Amleto si pone la domanda dell'essere o non essere, secondo Boncinelli siamo arrivati al punto, all'autentico mistero dell'universo. Non la morte, ma neppure la vita. Bensì la "coscienza"... Ogni essere vivente degli ultimi quattro cinque miliardi di anni è morto, nessuno è mai sfuggito a questo destino ... Non importa tanto sapere che di deve morire, quanto avere la contezza della vita.
Nella mia mente la morte non c'è, mentre c'è tanta vita ... Memento mori ... ricordati che devi morire, ma intanto vivi la vita".

Fin qui l'intervista su di un libro importante, interessante e provocatorio. Che dire? Nella mia pochezza intellettuale penso di poter dire che all'autore sfugge l'idea del progetto di insieme che sostiene il tutto. Intendo dire: a che serve la "coscienza" che lui riconosce ad ogni uomo se non lo riporta al "tutto", al "mistero" del "tutto"? Io penso che la vita sia un "progetto"che ogni essere umano deve portare a termine e consegnare nelle mani del vero Architetto, questo sì con la la maiuscola! Sarà lui a dare il "senso" al mistero del "tutto", natura compresa.

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