mercoledì 21 maggio 2014

Il "clown" e la "sputacchiera"



Da diversi giorni non ho scritto sul blog un pò per pigrizia, un pò per mancanza di tempo ed anche perché le varie bacheche dei social sulle quali scrivo diluiscono i pensieri, facendoli diventare liquidi e sintetici. Non più di 140 battute o poche righe fanno il pensiero ristretto, come un buon caffè napoletano. La bacheca di FB scorre sempre piena di provocazioni, suggestioni e informazioni da parte di amici e contatti. Non mancherebbero le occasioni specialmente in questi giorni di dibattito politico sia a livello locale che nazionale ed anche internazionale. 

Seguire tutti i fili delle discussioni è divertente ed anche istruttivo. Trovi la conferma di chi ha il solito chiodo fisso del nemico da abbattere e ammanettare e non perde occasione per postare invettive grafiche e verbali, confermandosi odiatore allucinato e fanatico. La signora amica che non si stanca mai di postare le immagini del suo cagnolino ripreso sul sofà del salotto di casa o sulla terrazza mentre gioca con il fratello gatto, però di pezza. Oppure la tua ex alunna, diventata donna, sempre procace ed attraente la quale, nonostante le sue qualità reali e virtuali, fino ad oggi non è riuscita a trovare la metà giusta, il maschio con il quale condividere il resto dei suoi giorni. 

Che dire poi dell'esercito di candidati a sindaco e al consiglio comunale del tuo paesotto di provincia nel quale si dovranno celebrare le elezioni. Si lanciano l'uno contro l'altro messaggi verbali e fotografici, con riprese di conferenze e confronti pubblici e privati, scatenando interminabili discussioni tra opposti fan e fazioni. Ti verrebbe voglia di intervenire e dire la tua, ma ti astieni convinto come sei che ha ben poco valore la scrittura che si accontenta della banale quotidianità, invece di aspirare ad una scrittura che duri nel tempo, che lasci una traccia e che sia propositiva e non gratuita stroncatura, occasionale sfogo di ire represse e pregresse, allucinazioni estemporanee destinate a sfumare e svanire nel tempo come neve al sole.

Non so quanti mi hanno invitato a dare il voto alla persona o al partito che supportano. Dalle immagini che vedo sui muri della città mi rendo conto che un gran numero di candidati è passato per le aule dei vari istituti dove, sia mia moglie che io, abbiamo avuto modo di far pratica delle nostre competenze. Li ricordiamo tutti questi aspiranti sindaci, assessori e consiglieri, giovani scapestrati e libertari, allora, tra scioperi ed occupazioni di istituto, oggi, con tanto di laurea, il tanto sospirato pezzo di carta, soltanto cartaceo e virtuale, messo a disposizione della comunità, per una politica che non ha più senso e sapore. E' la corsa a prendere un "posto", tra tanti disoccupati, che solo la "politica" può assicurare.

Il trasformismo, l'opportunismo, il qualunquismo, l'arrivismo, il protagonismo, l'esibizionismo, insomma pensateli tutti quegli attributi che terminano in "ismo" e avrete il quadro completo della realtà umana, sociale e culturale non solo di un territorio, ma di un Paese ed una Nazione che sta diventando sempre di più ... liquida. Ecco, mi viene in uso ancora una volta questa parola, che non è ovviamente mia e che ho già usato in passato. 


Quando il sociologo Zygmunt Bauman ha coniato la particolare definizione di “modernità liquida” egli intendeva dire che nella società contemporanea si sono “liquefatti” i legami tra gli individui, i legami sociali tendono a dissiparsi, a disgregarsi e a diventare sempre più effimeri. Egli pensa che il “processo di liquefazione” si attui in diversi ambiti della vita nella società contemporanea come ad esempio il lavoro, la comunità, l'individuo, come i rapporti sociali, la libertà, le strutture sociali, politiche e culturali. 

La liquefazione produce un individuo afflitto dalla solitudine, egoista ed egocentrico, che vive in un tempo anche esso liquido, non solido come nelle società pre-moderne. Secondo Bauman stiamo vivendo una fase della modernità che cancella la fiducia, la compassione, la pietà e invece si assiste ad un gorgo di smarrimenti e stordimenti dove uomini e donne si scoprono immersi tra il vuoto esterno e lo svuotamento interiore. Non c'è “gabbia d'acciaio” che possa reggere contro la modernità liquida: essa ci pervade, è invasiva, penetrante e disintegra tutto ciò che tocca.


L'uomo in questa modernità "liquida" è disorientato e spaesato di fronte alla miriade di messaggi che lo “colpiscono” ogni giorno. Si ritrova ad essere un “punto instabile” in un “universo di oggetti in movimento”. Inoltre l'incontro tra le persone nei luoghi pubblici è un incontro fra estranei: secondo Bauman l'incontro di individui in luoghi atti al consumo per esempio è un incontro tra persone che non si conoscono e non si conosceranno certo grazie all'incontro in quel luogo perché il consumo è un atto individuale. Inoltre egli evidenzia anche il fatto che ci siano dei non-luoghi come gli aeroporti dove il passaggio in questi luoghi non dà ai luoghi stessi nessun senso. 

In un ambiente del genere nasce, cresce e prende forma la vischiosità sociale incolore, insapore, inodore, di un altro tipo di contenitore: la Rete. Questa diventa una sorta di "sputacchiera" nella quale tutti possono non solo versare, anzi sputare, il proprio "liquido" ma anche trarre forza e reazione. Nasce così lo "sputo digitale" che diventa un atto politico. Leggetevi questo articolo al link e capirete. Non c'è che dire, non finisce mai di stupire la capacità creativa tutta italica di materializzare in maniera ciclica follie e sprezzature sul quel palcoscenico ideale che è la metafora italiana: l'Opera. 

Ad un imprenditore di nome Silvio Berlusconi che diventa più volte primo ministro, votato da milioni di persone, poi processato e condannato, ma che continua a tessere i fili del presente, succedono due presidenti del consiglio, Mario Monti e Enrico Letta, per investitura presidenziale, fino ad arrivare ad un giovane rampante fiorentino, Matteo Renzi, anche lui mai eletto e mai votato dal popolo, al quale si prepara a succedere un clown che dice di essere "oltre Hitler": Beppe Grillo. Egli userà di certo la "sputacchiera" per raccogliere i liquidi, anzi la "bile" di un popolo che non ha più il fegato di vivere all'altezza della sua storia. Una volta al potere questi riverserà gli "sputi" su tutti i colpevoli di alto tradimento e giustizia sarà fatta. Un brivido scorrerà nelle vene di chi si troverà a passare per piazzale Loreto a Milano.







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