lunedì 21 aprile 2014

Pensare il pensiero



L'amico poeta Gino De Filippo, com'è suo solito, mi stuzzica sempre con le sue proposte poetiche. A dire il vero le sue sono provocazioni argomentative, per così dire. Mi "sfruculea", in considerazione del fatto che io mi picco di essere un "linguista", uno studioso sia del pensiero che delle parole. L'altro giorno se n'è venuto con una poesia di Edoardo, tratta da un libretto pubblicato tempo fa, non a caso intitolato appunto " 'O penziero". Ve la propongo aggiungendo al testo in lingua napoletana anche una versione libera in italiano. La lingua usata da Edoardo non è affatto facile da capire. Anche in questo caso, come per le altre lingue moderne, vale il proverbio "traduttore, traditore".


'O penziero

E ca tu studie pe' cagnà 'o penziero
ca tiene ncap'a te -
ca nunne 'è cumm' 'o mio,
ch'è ciente vote cchiù meglio d' 'o tuio -
nun nce fai niente!
Nce refunne 'a salute;
e si te mpierre
peggio pe' te:
nce puo' perdere pure 'a dignità-
Tu tiene nu penziere ch'è d' 'o tuio?
Nun sarrà nu penziero ca fa luce,
ma è sempre nu pensiero:
tienatillo cumm'è!
Che nce vuo' fa' si nuie,
ncopp 'a sto munno,
nacimmo c' 'o penziero fatto e buono?

----

Il pensiero


E' inutile studiare per cambiare il pensiero che hai in testa, non è come il mio, che è cento volte migliore del tuo. E' inutile. Ci rimetti la salute e se insisti, peggio per te. Puoi anche perdere la dignità. Hai un pensiero che è tuo? Un pensiero non farà luce, ma resta un pensiero, tienilo così com'è. Non puoi farci nulla, a questo mondo nasciamo con il pensiero già fatto.

----

Nascere con il "pensiero già fatto". Questa e' la frase chiave della poesia. Il mio amico poeta Gino sostiene che corrisponde al vero. Tutto è stato già scritto, magari in un immaginario libro chiamato "destino". Nessuno può cancellare quello che ci aspetta durante la nostra vita. A nulla valgono le recriminazioni, le imprecazioni, i "se" ed i "ma". Ogni cosa e stata già decisa altrove e da altri diversi da noi. Il mio pensiero mi seguirà per tutta la vita, non ne sono padrone e non potrò metterlo in discussione con quello di altri. La cosa più importante, ed anche la più grave per il poeta, e' che non lo cambierò nonostante sembra che non sia io a comandarlo. E' certamente il migliore, eppure nessuno lo prenderà in considerazione. Non si può cambiare qualcosa che è stato già fatto così com'è. Insomma, una trappola del cervello che ospita la mente. 

Io non la penso così. Sono convinto che il mio pensiero non esiste. Voglio dire, prima che si manifesti, non so come sarà. Soltanto nel momento in cui lo esternerò, a voce o per iscritto, potrò realmente conoscerlo. Sarà "fatto" nel momento in cui si materializzerà. Non capisco come io sia potuto nascere con un pensiero "bello e fatto". D'altra parte, credo che non sia facile dire cosa sia il "pensiero". Se do' una occhiata ai sinonimi scoprirò che il pensiero nasce da lontano e va lontano. Segue strade tortuose e misteriose. Delinea un comportamento, sintetizza mille esperienze, offre tante soluzioni a che generi parole e con esse un pensiero, tanti fili da formare una rete che tutto avvolge e niente lascia libero.









Post in evidenza

Qualcosa, niente e tutto ...

Questa frase, a dir poco, è tutto un mondo. Scritta e pensata in un contesto poetico, è oggi quanto mai attuale e idonea per riflettere ...