mercoledì 9 aprile 2014

La morte, soltanto, non è gioco


"Poeta, storico ed economista politico; cortigiano, avventuriero, fondatore di colonie; soldato, membro del parlamento, esploratore e cercatore d'oro nel sud America", tutto questo fu Sir Walter Raleigh secondo il critico Giorgio Melchiori. Nato intorno al 1552, dal 1582 principale consigliere e favorito della Regina Elisabetta. Accusato da Giacomo I di complotto fu condannato a morte, graziato, imprigionato coi suoi nella Torre di Londra per tredici lunghi anni, spedito nuovamente in Guiana, che aveva lui stesso scoperto, e al ritorno da una sfortunata spedizione, il 29 ottobre 1618, decapitato.


On the Life of Man          

What is our life? a play of passion, 
Our mirth the musicke of division,
Our mothers wombes the tyring houses be, 
When we are drest for this short Comedy, 
Heaven the Judicious sharpe spector is,                  
That sits and markes still who doth act amisse, 
Our graves that hide us from the searching Sun, 
Are like drawne curtaynes when the play is done, 
Thus march we playing to our latest rest, 
Onely we dye in earnest, that's no Jest.
          
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Sulla vita dell'uomo

Cos'è la nostra vita? Un dramma di passioni;
il nostro riso è musica di variazioni;
il grembo materno è il nostro retroscena
ove ci abbigliamo per questa breve commedia;
il Cielo è l'acuto spettatore critico
chi siede e osserva ancora chi reciti a sproposito;
la tomba che si nasconde dal sole indagatore
è come il sipario calato al termine del dramma;
così recitando procediamo fino al nostro estremo riposo:
ma moriamo sul serio: questo soltanto non è gioco.



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