martedì 8 aprile 2014

Il "questionario" del poeta contadino pazzo


Un "Questionario" in forma poetica, quanto mai provocatorio ed imbarazzante per chi si sente responsabile del nostro pianeta, della qualità della vita che su di esso conduciamo e dei sentimenti che nutriamo per il suo e nostro futuro. Il poeta chiede a chi legge quanto veleno è pronto ad ingoiare pur di avere successo sul mercato libero e globale. Lo invita a riempire le caselle e gli spazi vuoti come in un questionario sulla vita che facciamo, in particolare specificare i mali preferiti e gli atti di odio prescelti. Quali sacrifici è disposto a fare per favorire la cultura e la civiltà, facendo un elenco dei monumenti e delle opere d'arte che è pronto a distruggere. Quanta parte della terra abitata è disposto a profanare e violentare, con una bandiera in mano in nome del patriottismo e del nazionalismo, combattendo per la conquista di terre, fiumi, montagne, città e paesi. In nome di quali idee, ideali e speranze sarebbe disposto a uccidere un bambino, magari facendone anche il nome. Un atto di accusa sulla condizione umana che sembra senza speranza e senza vie di uscita. Il poeta non offre soluzioni, non sembra avere proposte, il suo "questionario" in forma di poesia ha il macabro sapore di una burocratica esistenza umana senza cuore e senza futuro per l'uomo, il suo pianeta e il suo futuro.

"Questionnaire" 

How much poison are you willing
to eat for the success of the free
market and global trade? Please
name your preferred poisons.

For the sake of goodness, how much
evil are you willing to do?
Fill in the following blanks
with the names of your favorite
evils and acts of hatred.

What sacrifices are you prepared
to make for culture and civilization?
Please list the monuments, shrines,
and works of art you would
most willingly destroy

In the name of patriotism and
the flag, how much of our beloved
land are you willing to desecrate?
List in the following spaces
the mountains, rivers, towns, farms
you could most readily do without.

State briefly the ideas, ideals, or hopes,
the energy sources, the kinds of security;
for which you would kill a child.
Name, please, the children whom
you would be willing to kill.

"Questionnaire" 
by Wendell Berry from "Leavings". 
© Counterpoint, 2010. 
Reprinted with permission. 
(Writer's Almanac)

Per molti di noi la vita di ogni giorno non è un esercizio di convincimenti. Le nostre azioni sono spesso lontane da quello in cui crediamo. Nei momenti di debolezza, ci arrendiamo, come si arrende l'erba che si piega al soffio del vento, a forze che sono al di là del nostro controllo. Accettiamo quello che dicono gli altri. Compriamo quello che è in vendita senza ragione. Ciò che crediamo e pensiamo conta meno di come viviamo. 

Il poeta americano Wendell Berry, all'età di 77 anni, continua a non voler accettare di conformarsi all'andazzo quotidiano della vita. Preferisce essere contro i tempi piuttosto che contro la sua coscienza. La sua poesia documenta la perdita dei valori perduti con la modernizzazione.

Crede fermamente nelle sue idee che hanno le radici nella lunga tradizione agricola americana basata su una economia autosufficiente, legata agli obblighi morali dell'ambiente naturale. Per lui la parola inglese "husbandry" significa oltre che allevamento, agricoltura, anche fedeltà verso la sua "sposa", intesa non solo come moglie, ma anche come contadino responsabile nei confronti della sua terra e dei suoi animali. Una fedeltà che gli verrà restituita.

Il poeta Berry è più di un sentimentale naturalista. Egli impersona quella scuola di pensiero americano tanto amata, quanto detestata, che si rifà ai padri fondatori della Nazione americana. Nel conflitto di idee tra Thomas Jefferson e Alexander Hamilton, campagna contro città, agricoltura contro interessi bancari, Berry Wendell sta fermamente con Jefferson. Egli è fervente sostenitore della cultura locale, della vita e famiglia contadina, egli è per le qualità morali del piccolo proprietario, per l'ordine politico responsabile. Secondo lui il Governo dovrebbe agire con senso di responsabilità e realismo.

Figlio di contadini, Berry è nato al tempo della "grande depressione" nel 1934. Si è sempre interessato di scrittura creativa oltre che di agricoltura insieme a sua moglie Tanya. Ha pubblicato una cinquantina di libri ed è stato anche per un anno in Italia, in Toscana, con una borsa di studio. Professore universitario di scrittura creativa alla Stanford University, non ha mai abbandonato il suo legame intellettuale ed affettivo con la realtà rurale, conciliando le sue passioni tra poesia, saggistica e narrativa nelle quali riversa sempre il suo amore per la natura e l'ambiente umano, affrontando i gravi problemi dell'inquinamento, del degrado urbano, in difesa della tradizione e delle realtà locali, oltre al rispetto dovuto tra ogni essere umano.

La sua scrittura si muove agilmente tra saggistica, narrativa e poesia. Sempre scettico nei confronti della tecnologia, avversa l'uso dei computers, non possiede la TV e detesta qualsiasi specie di schermo. Se si escludono quattro grossi pannelli solari che ha installato sulla sua fattoria, un telefono a pulsante e un giradischi, Wendy non ha altro di tecnologico. Un suo aforisma può ben riassumere il carattere di questo poeta e scrittore americano che si muove sulla scia della tradizione paesaggistica di artisti come Thoreau a Concord, Paul Cezanne in Provenza e William Carlos Williams nel New Jersey. Egli ha scritto che "eating is an agricultural act". 

Davvero noi "siamo quello che mangiamo". Un atto politico, morale, sociale ed umano a favore di quella integrità etica che gli uomini sembra siano portati a voler perdere senza rendersene conto. Questa poesia questionario che ho proposto alla vostra attenzione ne è una prova. Rinnova e rinforza quello che scrisse quasi cinquanta anni fa, nel 1973, nel suo famoso "Manifesto del contadino pazzo". Merita di essere riprodotto integralmente per il suo valore premonitore rimasto inascoltato:

"Amate il guadagno facile, l'aumento annuale di stipendio, le ferie pagate. Desiderate sempre più cose prefabbricate. Abbiate paura di conoscere i vostri vicini, e di morire, e avrete una finestra nel pensiero. Nemmeno il vostro futuro sarà più un mistero, la vostra mente sarà perforata in una scheda e messa via in un cassetto. Quando vi vorranno far comprare qualcosa vi chiameranno. Quando vi vorranno far morire per il profitto ve lo faranno sapere. Ma tu amico, ogni giorno, fa' qualcosa che non possa entrare nei calcoli. Ama il Creatore, ama la terra. Lavora gratuitamente. Conta su quello che hai e sii povero, ama qualcuno anche se non lo merita. Non ti fidare del governo, di nessun governo. E abbraccia gli esseri umani. Nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica. Approva nella natura ciò che non capisci e loda quest'ignoranza, perché ciò che l'uomo non ha razionalizzato non ha distrutto. Fai le domande che non hanno risposta. Investi nel millennio. Pianta sequoie. Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai piantato e che non vivrai per raccogliere. Afferma che le foglie quando si decompongono diventano fertilità. Chiama questo "profitto". Una profezia così si avvera sempre. Poni la tua fiducia nei 5 centimetri di humus che si formeranno sotto gli alberi ogni mille anni. Stai a sentire come si decompongono i cadaveri: metti l'orecchio vicino e ascolta i bisbigli delle canzoni a venire. Aspettati la fine del mondo. Sorridi, il sorriso è incalcolabile, sii pieno di gioia. Finché la donna non ha abbastanza potere, sostieni la donna più che l'uomo. Domandati: questo potrà dar gioia alla donna che è contenta di aspettare un bambino? Quest'altro disturberà il sonno della donna vicina a partorire? Vai col tuo amore nei campi. Stendetevi tranquilli all'ombra, posa il capo sul suo grembo... e vota fedeltà alle cose più vicine alla tua mente. Appena vedi che i generali e i politicanti riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero, abbandonalo. Lascialo come segnale per indicare la falsa traccia, la via che non hai preso. Sii come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario, alcune nella direzione sbagliata. Pratica la resurrezione."
Wendell Berry

"Viviamo la nostra vita pensando che ciò che è buono per noi è buono per il mondo. Sbagliamo. Dobbiamo cambiare la nostra vita in maniera da cambiare il nostro pensiero. Ciò che è buono per il mondo è buono per noi. Ci dobbiamo sforzare di conoscere il mondo e sapremo quello che è buono per esso."

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