giovedì 13 marzo 2014

Nascita e morte di una Edicola


"Chiude l'edicola di piazza Municipio a Sarno. I nonni del proprietario attuale Maurizio furono gli indimenticabili "Giritiello" e sua moglie "Ngiulina", al secolo i coniugi Ciro e Angelina Oletto. L'edicola aprì su di una sedia, sotto il portone di via Fabbricatore 14. Su quella sedia c'erano alcuni quotidiani: Il Mattino, Il Giornale (niente a che vedere con quello di oggi) e il ROMA ... Grazie a Gaetano Ferrentino per la notizia. Aprirò la mia scatola dei ricordi ....".

Questa la notizia, così come è apparsa sulla "home" di FB. La bacheca di questo sito sociale si sa essere il "tapis roulant" della vita che ti scorre sotto gli occhi, così come te la presenta quella grande piattaforma multimediale liquida conosciuta  in tutto il mondo. Ovunque tu possa trovarti ricevi le ultime informazioni dai tuoi "amici", quelli che io chiamo "contatti". Le puoi leggere in tempo reale sia che sei al computer mentre stai lavorando, al tablet oppure magari al cellulare, mentre sei nella metropolitana di New York, in riva al mare, in cima ad una montagna, oppure magari a poca distanza da dove è nata quella notizia. 

Quando l'amico avvocato Gaetano Ferrentino, ha lanciato la notizia, con una semplice breve frase che annunziava la chiusura, dopo settanta anni di servizio l'edicola del mio paese di adozione, la mente mi ha subito spinto ad aprire la cassetta dei ricordi. Non sono a Sarno al momento, ma i ricordi non conoscono il tempo e lo spazio. 

Viaggiano nel tempo e nello spazio, facendoli diventare un presente continuo. Il pensiero mi ha immediatamente catapultato in quella piazza dove una edicola cittadina sta per chiudere dopo settanta anni di attività. Notizia che ai più sarà senza dubbio insignificante, ma che a chi in quella piazza e in quella strada ha vissuto per lungo tempo, dove tutto ebbe inizio quasi settanta anni fa, fa un certo effetto. 

Ho già avuto modo giorni or sono di parlare di questi luoghi in un post qui al link . Strane convergenze parallele della memoria che riportano in vita il passato in un presente che è diventato "altro", di fronte ad un futuro sempre più ignoto ed imprevedibile. Sulla discussione che è scaturita in rete si alterneranno commenti e osservazioni di vario tipo, come è d'uso in casi del genere. 

Ci sarà chi dice che la chiusura dell'edicola segna ancora una volta il declino di un Paese che aspirava a diventare Città ma che invece rimane Paese. Chi aggiungerà che i costi di una gestione commerciale si sono fatti insostenibili, che le tasse sono troppe, che nessuno più legge, che prima o poi chiuderanno tanti altri esercizi commerciali, e via di questo passo. 

Io ripeterò soltanto che quel giorno in cui tutto ebbe inizio me lo ricordo come se fosse oggi. Questo rivelerà ovviamente la mia dimensione temporale. Ma poco me ne importa. Vivevamo in quella strada, al numero 14 di via Fabbricatore. Sotto quel portone ad arco di piperno, una mattina di fine anni quaranta, apparve una sedia sulla quale erano poggiati poche copie di alcuni quotidiani: "Il Mattino", "Il Roma", "Il Giornale". 

Ma non erano solo questi. Ce n'era anche uno in particolare che si sarebbe estinto di li' a poco. Lo ricordo chiaramente, perché l'indimenticabile "fondatore" dell'edicola, il mitico "Giritiello", girava per il paese urlando a gran voce, come solo lui sapeva fare : " 'O Risorgimentooo!". 

Non so quanti si ricorderanno di questo quotidiano fondato a Napoli il 4 ottobre 1943 (dopo la liberazione della città da parte degli Alleati) in sostituzione dei tre quotidiani partenopei all'epoca esistenti. Per la loro connivenza col regime fascista "Il Mattino", il "Roma" e "il Corriere di Napoli" furono cessati dal Comando alleato, che pose sotto il proprio controllo l'informazione. Nel periodo 1944-1946 "Il Risorgimento" fu il quotidiano più venduto del Mezzogiorno, con una punta record di 289.000 copie. Dal marzo al luglio del 1947 fu diretto dallo scrittore Corrado Alvaro. Le pagine sportive erano curate dal giovane Gino Palumbo. Nel 1948 la carica di direttore venne assunta da Raffaele Cafiero, consigliere di Achille Lauro. L'ultimo numero uscì il 31 ottobre 1950 (Anno VIII, n° 272). 

Ecco, queste notizie me le fornisce "Wikipedia" ed io le confermo perché quel "Risorgimento" me lo ricordo. Mi pare ancora oggi di sentire "Giritiello" urlare a squarciagola per le vie di Sarno con la sua bicicletta e cestino: 'O Risorgimento!". 

Questi ricordi sono usciti dalla mia cassetta della mente. Il nipote di Ciro e Angelina Oletto, Maurizio, queste cose non se le ... "ricorda", io si! Mi auguro che questa chiusura possa essere un "risorgimento" in forma diversa sia per lui che per un Paese che si ostina a non voler diventare Città.

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