lunedì 17 marzo 2014

Disconnettersi: ovvero come imbrogliare il cervello ...



"Quando abbiamo a disposizione tanti modi per imbrogliare il cervello, dai costanti stimoli visivi di Internet all'assalto sonoro dei podcast, la tentazione tattile di un tablet, la dipendenza da social network, tutte cose che offrono gustosi bocconcini da inghiottire e da assaporare, concentrarci su un libro vuol dire non essere al passo coi tempi. 

La cosa peggiore è che molti di noi sembrano incapaci, ormai, di concentrarsi su una cosa qualsiasi per un certo periodo di tempo. Siamo così abituati a saltare da un fiore dai colori vivaci a un altro, a passare oltre al minimo accenno di noia o di affaticamento mentale, che mettersi seduti con un libro in mano, che per di più può chiedere un certo tempo prima di offrire il suo prezioso nettare, è scomodo e difficile. Non permettete che il vostro cervello si nutra di frammenti. 

Scegliete un pomeriggio alla settimana per sconnettervi. Due ore come minimo, che potrete aumentare senza limiti. Spegnete il telefono, così come ogni altra possibile fonte di distrazione. Poi andate da qualche altra parte con un buon libro. Non importa dove, purchè vi garantisca qualche ora per pensare senza essere interrotti. Lentamente, il vostro cervello tornerà ad apprezzare gli stimoli dal respiro più ampio, e voi ritroverete calma e continuità."

Ella Berthoud - Susan Elderkin: 
"Curarsi con i libri"
Sellerio Editore

Post in evidenza

Qualcosa, niente e tutto ...

Questa frase, a dir poco, è tutto un mondo. Scritta e pensata in un contesto poetico, è oggi quanto mai attuale e idonea per riflettere ...