sabato 15 febbraio 2014

Lettera a Matteo Renzi


Seguendo il suggerimento del direttore de "Il Foglio" Giuliano Ferrara, uno dei tanti giornali che leggo sin dalla fondazione, ho deciso di inviare anche io la lettera che il giornale ha pubblicato nel numero di oggi. Lo faccio per registrare a futura memoria un passaggio importante nella storia politica di oggi del nostro Bel Paese. E' sempre difficile distinguere la cronaca dalla storia, specialmente quella con la maiuscola. Oggi credo che in questo nostro tormentato Paese si stia facendo la Storia, una nuova storia che porti una buona volta questa Nazione alla nuova, tanto aspirata ed attesa modernità. 

Non amo la politica politicante, non sono mai stato militante di alcuna ideologia o partito in tutta la mia vita di cittadino italiano. Senza dubbio questo è stato un mio personale limite che non ho saputo superare. Ma ho imparato che nelle scelte della vita contano solo quelle decisioni che ti senti sicuro di seguire secondo la tua coscienza e le tue reali capacità. Senza imbrogli o illusioni. Questo per dare senso e forza alla stesura e sottoscrizione di questa lettera di incoraggiamento scritta ad un giovane politico che ha l'età di mio figlio, che ha scelto di far politica e si è assunto sulle sue giovani spalle l'onere e la speranza di fare uscire il nostro Paese dal tunnel della decadenza e della crisi in cui è caduto in questi ultimi anni. 

So che questa mia azione conta ben poco e che quasi certamente susciterà ilarità in qualche "anima bella" che mi leggerà. Di gente simile da noi ce n'è tanta, troppa, dappertutto. Ne ho conosciuto di persone di questo genere: utopisti ideologizzati, tromboni culturali, opportunisti, laici e religiosi, giovani e vecchi, ignoranti pieni di finta cultura, ancora e sempre di servizio, venditori di fumo, ideologi e tuttologi. A scuola, come nella società alla larga, soggetti sociali sempre pronti a deplorare, deprecare, pontificare. Fedeli sempre all'ordine: "armiamoci e andate!". Ieri come oggi, sempre in aumento in Rete, sempre forti a demonizzare, ridicolizzare, fare casino. Oggi, che Matteo Renzi ha fatto la sua scelta come uomo politico, stanno per ripetere le stesse azioni e fucilazioni di sempre. Pronti a massacrarlo ideologicamente, culturalmente, socialmente.

Giuliano Ferrara ha scritto: "Propongo ai lettori, se sono d'accordo, di inviare questa mail a matteo@matteorenzi.it. Berluscones e no, scriviamo al giovane aspirante premier che non deve fare un Letta-bis, contrattato, ma un governo di staff, con i suoi e i migliori del bigoncio: se ha la fiducia bene, senno' si vota." Più chiari, onesti e diretti di così, si muore. Ecco la lettera:


“Caro Matteo, 
molti di noi berlusconiani e anche no, anche avversari di Berlusconi ma non fanatici, pensano che mettere a soqquadro l’Italia per vent’anni non è stato invano, se alla fine il rinnovamento promette di manifestarsi con un trentenne che ha esordito con Mike Bongiorno, che è politicamente un self made man, che non ha paura delle giacche di Fonzie, di Briatore e della De Filippi, che ha detto e scritto più volte quanto gli stiano sulle scatole gli atteggiamenti pregiudiziali di chi considera il Cav. un Arcinemico, che si sente piuttosto un competitore nel bipolarismo di chi prende i voti avversi alla sinistra, che vuole realizzare qualcosa non ancora scritta negli annali del Novecento, con una mentalità decisionista e liberale insieme, aperta alla cultura del mercato e rispettosa del mondo del lavoro, dei giovani e delle idee non conformiste. Non siamo tutti d’accordo sul fatto che tu ce la possa fare, che tu abbia le caratteristiche tutte giuste, età e santa inesperienza a parte. Siamo pronti a non fartene passare una che sia una. Non abbiamo niente da chiederti se non di contribuire a liberarci dalle catene del convenzionale, del risaputo, del trito.
Nel dirti perciò in bocca al lupo, ci permettiamo di suggerirti un comportamento che non potrai seguire, molto probabilmente, così, solo per vedere l’effetto che fa e per lasciare una nota di delizia e di passione politica. Fa’ un governo bipolarista. Un governo di staff, con i tuoi e quelli di cui ti fidi per competenza e soprattutto per generosità politica. Fa’ un governo monocolore non contrattato. Niente streaming, niente negoziati fumosi. Niente trasversalismi che sappiano di un Letta bis, che già era un Monti bis. Se avrai l’incarico, e lo avrai, porta al presidente lo scioglimento della riserva e la lista dei ministri in tempi brevissimi, e porta in Parlamento il programma che come tu dici cambia verso all’Italia, è la tua immensa e folle ambizione, dicendo a deputati e senatori della Repubblica: chiedo la fiducia per ripristinare l’autogoverno quando sarà possibile, e intanto per sfruttare e consolidare la ripresa, per creare lavoro e ricchezza sociale e privata, per scommettere sul cambiamento delle istituzioni e delle vecchie cattive abitudini della Repubblica, per riprendere un posto onorevole e combattivo in Europa e nel mondo, e per riportare a casa i Marò. La chiedo al mio partito e a tutti coloro che vogliono in segno di buona volontà dare una mano all’Italia. Pronto, perché io sì che non voglio governare ad ogni costo, a farmi da parte e a lasciare la parola agli elettori se questa fiducia mi verrà a mancare.
Fa’ così, Matteo, e vedrai che la fiducia te la accorderanno con numeri sorprendenti. E sennò, com’è nel tuo stile, la strapperai in leale competizione politica nelle urne. Oppure perderai una scommessa che valeva la pena di proporre, ma non ti impantanerai nelle sabbie mobili di una politica che può divorare dopo averlo bollito a fuoco lento anche un tipaccio come te. 
Con i più cordiali saluti”.

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