lunedì 24 febbraio 2014

La vita è tutto un incastro


La vita come un incastro. E’ vero.Tanti, innumerevoli, infiniti pezzi formano la vita. Proprio come l’idea che è alla base dei famosi mattoncini chiamati LEGO. Una fila di quasi un’ora, in una giornata fredda, ma chiara e frizzante di febbraio, in una splendida città come Ferrara, per vedere nei sotterranei del suo straordinario Castello Estense, migliaia di padri e figli insieme a visitare una mostra che ha avuto uno strepitoso successo. Davvero non si poteva dire se fossero i figli che accompagnavano i padri ed anche i nonni, o viceversa. 

Già diversi anni fa, durante una visita di scambio culturale con la Danimarca ebbi modo, con mio figlio allora fanciullo, di visitare la terra dei Lego, chiamata appunto "Legoland". La riproduzione di un vero e proprio paese in miniatura, quella straordinaria e semplice filosofia che è alla base di questo gioco: tanti e diversi pezzi di plastica da mettere insieme per costruire il mondo. Così come un bambino, ma anche un adulto e un vecchio, possono immaginarselo. 

E’ successo che il simbolo della città di Ferrara, il Castello Estense, diventa scena di una delle esposizioni più universali, quella dei Lego. Il richiamo del mattoncino inventato negli anni ‘20 da un falegname danese, attraversa ogni generazione, come tra l’altro conferma un nuovo recente film  "The Lego Movie" (130 milioni di dollari di incasso negli Usa in due settimane). L’innata vocazione a costruire un proprio mondo, che si rivela da piccoli per gioco, può continuare anche da grandi per puro divertimento.

Ne danno la dimostrazione più plastica gli appassionati presenti a Ferrara con modellini di ogni genere: tra la fantascienza di Guerre Stellari, le tecnologie di gru e trenini, e il maniero con immancabile principessa e cavalieri, spicca una ricostruzione della veronese Piazza delle Erbe da 40mila pezzi. «È occorso un anno per realizzarla, spiega Oscar Fanna, insegnante a tempo pieno e “architetto” di Lego nel tempo libero. Ciascuno di noi ne conserva a casa un pezzo, e in occasioni come questa la assembliamo. Ogni particolare è in scala sulla base degli omini».

A vedere la mia nipotina e il padre scoperchiare un edificio per svelare un salotto dove non manca nemmeno la tv a schermo piatto, oppure entusiasmarsi nel vedere come due treni scorrono sul binari nella opposta direzione a discreta velocità senza deragliare, è puro divertimento. Si smette di cercare il trucco o scovare l’inganno. Siamo diventati tutti artisti e costruttori. La cosa che mi ha colpito di più però è stata l’idea della locazione nel ventre del Castello. Sì è creata una atmosfera tutta speciale, moderna ed antica allo stesso tempo. La prova che nella vita tutto si incastra.

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