domenica 9 febbraio 2014

Il demone della distrazione


Il bolognese Antonio Maria Zaccaria è il fondatore dell'ordine dei Barnabiti. Nato a Cremona nel 1502 e qui morto nel 1539 a soli 37 anni, aveva studiato a Padova medicina. Ma appena laureato decise di dedicarsi ai poveri. A lui sono attribuiti ardenti e austeri  "Detti notabili" come quello che ho trovato in una preziosa antologia che ogni giorno consulto. Riguarda i rischi della "distrazione", un tema sempre attuale, questa è vista come demone, un male assoluto. Se lo era cinquecento anni fa, figuriamoci oggi ...

"Distrazione è alienazione della mente dal suo fine, e da quello che al fine è ordinato.

La distrazione è figliola dell'ozio, madre della curiosità, inventrice del peccato, perdimento dell'interiore fortezza e d'ogni bene, perché come la virtù unita si fortifica, così la dispersa si va annullando.

La distrazione si diletta di ciance, giuochi, novità, spettacoli ed altre leggerezze; e però il distratto è leggiero di mente, persuasibile all'errore, e pieno di vanità inetta.

La distrazione in questo tempo è tanta usitata che non è conosciuta per peccato.

Il distratto è mosso da spirito girovago, il quale lo conduce dove gli pare, e illude come vuole e quando vuole.

Il primo inganno del Demonio contro l'uomo si fa per la distrazione: però che non potrebbe mai prevalere, mentre sta con la mente unita.

Non andare, o uomo, fuor di te stesso, perché il Demonio ti aspetta all'uscio per rapirti con la distrazione.

Dalla distrazione nasce la fantasticazione, la quale è una vana evagazione di mente, senza fatica e senza frutto.

La predetta fantasticazione rappresenta alla mente, così le cose, che sono, come quelle che sono; e ancor quelle, che non possono essere; sì che per questo l'uomo diventa poco differente dalle bestie, che non hanno alcun freno di ragione."

"Detti notabili d'un Santo del Cinquecento" 
a cura di G. Boffito, Firenze 1936


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