martedì 11 febbraio 2014

I miei otto anni di Facebook



Facebook, il sito sociale più diffuso e più importante al mondo, ha festeggiato i primi dieci anni di vita nei giorni scorsi. In un messaggio personalizzato mi e' stata indicata la data precisa quando vi entrai a far parte: il 31 ottobre 2006. Non mi hanno detto l'ora, né tanto meno cosa stavo pensando quando mi sono iscritto. Credo comunque che sapessi cosa stavo facendo con quella iscrizione, visto e considerato che non ero per niente un novellino sulla Rete. Ricordo che ero già iscritto a diversi siti con forum aperti a discussioni su temi di mia scelta. Mi ero subito reso conto che FB era qualcosa di diverso. Molti consideravano FB una perdita di tempo. Molti ancora la pensano così, oltre a pensare tante altre cose.

Anno dopo anno invece ci siamo resi conto che oltre ad avere fatto del giovane creatore e fondatore uno dei più giovani e ricchi imprenditori del mondo in così poco tempo, questo nuovo strumento di comunicazione ha concorso a cambiare il nostro modo di vivere. Se fate una ricerca sul suo diretto nemico, concorrente e sotto molti punti di vista, antagonista, che si chiama "Google", scoprirete quanto si sia scritto e si continua scrivere su di lui. Non è un caso che Google abbia pensato di entrare in competizione con FB creando "Google+" un sito sociale direttamente competitivo, sfruttando il grande potenziale che il suo motore di ricerca offre.

Non è qui il caso di discutere sulle qualità e le differenze tra i due sistemi. Resta il fatto che lo spazio che in dieci anni si è saputo conquistare Mark Zuckerberg si va allargando sempre di più e non sappiamo ancora bene dove arriverà. Se ne sono dette e se ne dicono di cotte e di crude sul questa piattaforma sociale. Essa è diventata in un certo qual modo il  termometro della vita individuale e sociale di milioni e milioni di persone, comunità e istituzioni. Da semplice ed iniziale strumento di comunicazione interpersonale FB è un luogo reale e virtuale dove confluisce la psicologia, la sociologia, la politica, il mercato, la religione, la moda e ogni qualsiasi altra attività umana connessa ad un mondo che vuole espandersi sempre di più, acquisire conoscenza, provocare confronti, dare via libera all'io personale della gente facendolo penetrare in quello collettivo.

FB si diffonde in ogni tipo di società sia ad un livello individuale che istituzionale e commerciale con tutte le implicazioni possibili, in positivo che in negativo. La comunicazione può manifestarsi in tutti i suoi aspetti, in tempo reale e va ad aggiungersi alla comunicazione fisica. Il che significa che il mezzo è espansivo, in evoluzione dinamica in maniera sia orizzontale che verticale. Cosa non di poco conto se si pensa alla psicologia dei rapporti umani di chi è introverso o estroverso, alle differenze di razza, cultura, religione e istituzioni. Tutti questi elementi portano a ritenere che al momento FB è un mezzo di transizione verso nuovi tipi di rapporti umani, con forti implicazioni psicologiche, sociali e interpersonali. Il superamento delle barriere spaziali e il recupero di quelli temporali sono fattori quanto mai decisivi. 

La così detta "linea della vita" (timeline) di ogni utente su FB segna non solo la traccia che ognuno di noi lascia in Rete, ma afferma anche la sua continuità al di là del tempo e dello spazio. E' piuttosto ovvia la considerazione del fatto che i siti sociali, e FB in particolare, trovino successo presso il pubblico giovane. Essere in rete oggi è una realtà possibile per tutti. I telefonini, che all'origine erano solo fatti per far sentire la voce, sono diventati veri e propri computer in grado di collocare ogni utente sia nello spazio che nel tempo, in maniera reale e virtuale. Questa dinamicità è tipica dei giovani, difficile da accettare e comprendere da chi è meno giovane, radicato in maniera diversa nella sua propria ragion d'essere. 

Non è un caso che chi scrive, ormai nella sua non più "verde" età, che avvia ad essere la "bianca età", non sia riuscito a trovare amici comuni in Rete, coetanei per età, conosciuti durante la sua permanenza sia in Germania che in Inghilterra, durante i primi anni sessanta. Né tanto meno durante i diciotto mesi del servizio militare obbligatorio verso la fine dello stesso decennio. Molti suoi colleghi di lavoro, anche intellettualmente impegnati ed aperti, sia in Italia che all'estero, notevolmente acculturati, hanno una ostinata diffidenza non solo dei siti sociali, ma della Rete nel suo insieme. Addirittura poi di FB se ne guardano some se fosse un covo di diavoli. Tutto questo per dimostrare quanto sia forte il divario mentale, psicologico, sociale e culturale che si è creato in questi ultimi anni. Internet sta qui a dimostrarlo. Tutto quanto avvenne dall'invenzione della stampa a caratteri mobili cinque secoli fa ad oggi, è accaduto nell'arco degli ultimi due decenni. E FB si colloca bel al centro della scena. Se ci sei, dai prova della tua esistenza al mondo. Se non ci sei, è come se non fossi mai nato.


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