giovedì 12 aprile 2012

Meditazioni sulla scopa di Maroni ...



Nel 1701 il grande scrittore inglese Jonathan Swift pubblicò un breve saggio intitolato "Meditation upon a broomstick" - "Meditazioni su un manico di scopa". Agli inizi dei miei studi universitari feci un corso sui saggisti inglesi fondatori non solo del saggio letterario ma anche del giornalismo moderno. Swift era uno tra quelle grandi firme. Non ho mai dimenticato la perplessità che provai a quel tempo per questo tipo di scrittura. In effetti il breve saggio era una violenta satira come solo l'autore dei "Viaggi di Gulliver" sapeva scrivere. Mi sono ricordato di lui oggi guardando le scope che sono salite alla ribalta della politica italiana. La foto qui sopra ritrae un nostro noto personaggio politico che ha deciso di fare pulizia della corruzione nel suo partito usando questo strumento casareccio. A dire il vero, per mondare la monnezza che ammorba la politica del nostro Bel Paese, non basta la scopa. E non soltanto per il partito di questo gentiluomo, ma per tutti i partiti politici italiani. Non basta la scopa, ci vuole il manico della scopa, piuttosto. Da farlo cadere sulla schiena di tanti uomini che hanno fatto della politica un mestiere dimenticando che dovrebbe essere un servizio. E' inutile che si difendano dicendo "non tutti siamo ladri", "ci sono tra di noi anche molti onesti". E chi lo dice poi sta sulla scena della politica italiana da trenta, quaranta, anche cinquanta anni! Che faccia e che coraggio! Non sanno che ad essi ben si addicono le parole che Swift dedica agli uomini identificandoli al manico della scopa. Ecco quello che scrive:



"But a Broom-stick, perhaps you'll say, is an Emblem of a Tree standing on its Head; and pray what is Man, but a Topsy-turvy Creature, his Animal Faculties perpetually mounted on his Rational; His Head where his Heels should be; groveling on the Earth, and yet with all his Faults, he sets up to be a universal Reformer and Corrector of Abuses, a Remover of Grievances, rakes into every Slut's Corner of Nature, bringing hidden Corruptions to the Light, and raises a mighty Dust where there was none before, sharing deeply all the while, in the very same Pollutions he pretends to sweep away: His last Days are spent in Slavery to Women, and generally the least deserving; 'till worn to the Stumps, like his Brother Bezom, he's either kicked out of Doors, or made use of to kindle Flames, for others to warm Themselves by."

"Ma un manico di scopa, forse direte, è il simbolo di un albero capovolto, un pezzo di legno che sta sulla sua testa. E che cos'è l'uomo se non una creatura sottosopra, le sue facoltà continuamente schiacciate sulla ragione; la sua testa là dove dovrebbero essere i suoi talloni; piantato sulla terra e con tutti i suoi errori egli crede di essere un riformatore, un correttore degli abusi, colui che risolve i problemi, colui che è in grado di fare pulizia in tutti gli angoli sporchi della natura, colui che porta alla luce la corruzione e solleva fino al cielo la polvere fin là dove non ce n'era prima, godendo di questo inquinamento, mentre finge di fare pulizia. Trascorre i suoi ultimi giorni schiavo delle donne e di quelle che meritano di meno, fino a quando il manico si sarà consumato e come suo fratello Bezom, viene buttato fuori dalla porta oppure usato per accendere il fuoco o per riscaldarsi."

Non credo sia il caso di aggiungere altro!

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