lunedì 23 gennaio 2012

Per la nascita del P.I.N. - Partito Nuova Italia


Ho ascoltato il discorso alla convention del P.I.N. di Salvatore Brizzi pubblicato sul sito di Alkemica a proposito della necessità di una crescita individuale e personale, prima che sociale. Vi invito a cliccare sul link e ad ascoltarlo. Mi è venuta in mente a questo proposito una poesia dello scrittore inglese Rudyard Kipling intitolata “IF”. Nella mia passata vita di docente non so a quanti studenti l’ho fatta studiare. Ogni volta che la proponevo, a seconda dell’età e delle circostanze, mi piaceva osservare le reazioni che questa composizione suscitava negli studenti. Di volta in volta si susseguivano parole e commenti di consenso e dissenso, richieste di approfondimenti, spiegazioni e analisi sia formali che di contenuto. Nella poesia le parole chiavi sono parole importanti sulle quali da sempre gli uomini discutono, spesso in conflitto tra di loro: calma, fiducia, attesa, sognare, pensare, affrontare, sopportare, rischiare, resistere, onestà, successo, attimo non sono parole di facile uso, accettazione e comprensione. Pur se sono sempre tra noi, spesso sono usate più a vanvera che con ponderatezza e riflessione. 

Ricordo che al tempo degli anni della così detta “contestazione giovanile”, durante una lezione in un seminario linguistico universitario, il povero autore della poesia inglese, venne addirittura accusato di essere un “servo sciocco del capitalismo inglese”. In effetti la composizione è pedagogica e didascalica fin troppo. Ma proprio per questa ragione è viva e valida ancora oggi a distanza di tanti anni. Le cose semplici sono sempre quelle che più toccano la mente e il cuore della gente. La semplicità del titolo ne è una prova. Quel “Se” è penetrato nella coscienza collettiva di tutti con una serie di richiami senza tempo, trasmessi da una saggezza che può essere quella di un genitore, di un filosofo oppure di un semplice uomo della strada. Sono riflessioni di crescita personale, aspirazione sincera comune a tutti, allora come oggi. 

Mantenere la testa quando la stanno perdendo tutti, non è cosa facile per nessuno, specialmente poi se dopo te ne danno la colpa, se le cose sono andate male. Qui si misura la vera individualità di un uomo o di una donna, di un giovane o un adulto, in grado di reagire alle avversità della vita di ogni giorno. Il poeta insiste sempre sulle due parole chiave su cui tutta la poesia è costruita: “se” e “tu”. Su questa ripetuta insistenza Kipling presenta il conto degli sforzi che chi legge deve compiere per acquisire il suo obiettivo. La realtà della vera natura umana è sotto gli occhi di chi scrive e di chi legge. Il perdono, la pazienza, l’offesa, l’odio, è tutta la realtà del mondo che va in scena. Alle parole chiave positive che ho menzionato si oppongono quelle parole chiave negative che concorrono a fare dell’esistenza una battaglia prima con se stessi e poi con gli altri: il dubbio, la calunnia, l’odio, l’arroganza, la presunzione, l’impostura, la sconfitta, la disonestà sono i veri nemici della crescita e della maturazione interiore. 

L’attimo esistenziale è quanto mai fugace e fuggevole. Ma solamente se sapremo coglierlo potremo davvero dire di essere uomini. Da questa condizione, drammatica ma necessaria di una crescita personale, interiore, individuale, potrà sorgere la crescita comune, collettiva, sociale. Il messaggio di Rudyard Kipling è lo stesso di quello lanciato da Salvatore Brizzi in questa sua conferenza in occasione della presentazione del nuovo Partito Italia Nuova. Se volete conoscere la storia del P.I.N. cliccate qui. Auguri!

Se
Se riesci a mantenere la calma
quando tutti intorno a te la stanno perdendo,

Se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
e sai tener conto anche dei loro dubbi;

Se sai aspettare senza stancarti di aspettare
o pur calunniato non rispondi con calunnie
o pur odiato non dai spazio all'odio
senza tuttavia apparire troppo buono, ne' parlare troppo da saggio;

Se sai sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;

Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine;

Se sai affrontare il successo e la sconfitta
e trattare questi due impostori proprio nello stesso modo;

Se riesci a sopportare di sentire la verita' che tu hai detto,
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;

Se sai guardare alle cose per le quali hai dato la vita, distrutte
e sai umiliarti e sai ricostruirle con strumenti ormai logori;

Se sai fare delle tue vittorie un’unica somma
e rischiarla in un solo colpo a testa o croce
e perdere e ricominciare dall'inizio
senza mai lasciarti sfuggire una sola parola su quello che hai perso;

Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi,
i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non li senti più
e cosi' resistere, quando in te non c'e' più nulla,
tranne la volontà che dice: resisti !;

Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onesta'
o passeggiare con i re senza perdere il tuo comportamento normale;

Se non possono ferirti né i nemici né gli amici troppo premurosi;

Se per te contano tutti gli uomini, ma nessuno troppo;

Se riesci a cogliere l’attimo
dando valore ad ogni istante che passa:
tua e' la terra e tutto ciò che vi è in essa,
e, ciò che conta di più, sarai un Uomo, figlio mio!

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