venerdì 16 settembre 2011

La vita è una biografia romanzata



T. S. Eliot ebbe a dire che "human kind cannot bear too much reality". Gli uomini, è vero, hanno bisogno di andare oltre la realtà. Ecco perchè scrivono e leggono racconti e romanzi. Hanno bisogno di "fiction", come dicono gli inglesi: la finzione. Dal latino "fingere", creare, qualunque cosa inventata, una persona, una condizione, un fatto, un evento, un luogo. Un termine che oggi nel mondo contemporaneo tocca tutti i mezzi della comunicazione, dai libri ai giornali, dal cinema alla TV, dal teatro alla Rete. La ragione è semplice ...


L’immaginazione è aperta, la realtà è chiusa. Nella nostra immaginazione possiamo essere chiunque. Nella realtà siamo condizionati dai concetti di spazio, tempo e individualità. Chi siamo, da chi siamo nati e dove sono fattori ineludibili ed esclusivi. Come unici ed esclusivi sono chi ci ha dato la luce. L’immaginazione, invece, crea mondi irraggiungibili nella realtà, regni della fantasia, fiction di parole che diventano immagini con le quali gli uomini affogano le loro vere realtà insopportabili.

Ed ecco come la vita di ogni uomo diventa una biografia romanzata. Ricordo che durante gli anni trascorsi a scuola ad insegnare gran parte dei giovani studenti amavano leggere racconti e romanzi piuttosto che conoscere e studiare vite e biografie di autori anche famosi. Io credo che la ragione di questo vada ritrovata nel fatto che c’è troppa realtà là fuori della porta della vita quando si è giovani. Una realtà quasi sempre oppressiva destinata ad estendersi e continuare negli anni. E chi è giovane lo sa. Alla realtà della vita si preferiscono l’immaginazione e l’invenzione, la finzione, appunto.

Non è un caso che spesso questi lettori giovani fanno diventare famosi scrittori che non durano lo spazio di un anno col loro romanzo e le cui opere scompariranno alla futura memoria. Chi legge fiction vuole essere intrattenuto, imparare attrraverso quelle narrazioni, rintracciare modelli di vita futura, da seguire ed applicare. Il racconto e il romanzo aprono davanti al lettore possibilità irraggiungibili, già pronte, a toccata di mano, quasi scritte per loro. Insomma la realtà a portata di mano, da percorrere con i protagonisti nei quali si identificano e che sono stati inventati proprio per loro. Il giovane lettore, o il lettore di romanzi in generale, vuole essere afferrato, trattenuto in quel mondo irreale, fittizio, artificiale. Vuole essere ingannato, adulato. Vuole vincere come protagonista, sconfiggere il nemico.

Basta ricordare il successo incredibile di libri come quelli di Harry Potter o del Codice Da Vinci? Basta ricordare anche i grandi romanzi del passato e di quelli che nel presente, di settimana in settimana, gli editori di tutto il mondo lanciano sul mercato, con la speranza di inventarsi un best-seller ed agganciare i milioni di lettori che non aspettano altro che essere presi e portati in giro fuori della loro quotidiana realtà? La vita viene riprodotta e rilanciata in quella cornice unica che lo scrittore ha saputo ricreare, intrappolando non soltanto la realtà ma chiudendovi dentro anche il lettore.

Ben diverso, invece, è il discorso di quando questi lettori di fiction diventano vecchi, esperti di anni e di letture. Scopriranno, loro malgrado, che la materia di cui è fatta la fiction è in gran parte, se non tutta, un inganno, finzione. Cose oltre la realtà. Chi è avanti negli anni e nell’esperienza sa bene che i romanzi ed i racconti non potranno ingannare perchè il loro vissuto personale li ha forgiati nella realtà di ogni giorno, eliminando sogni, utopie, illusioni. Non si aspettano più il “lieto fine” perchè sanno come poi le cose davvero vanno. Ed ecco che nasce la passione per la biografia. Sono scomparsi i sogni, le visioni, le idee si sono chiarite, le passioni si sono stemperate. La realtà ha chiuso le porte della vita.

Ognuno sa che tutti siamo legati alle ineludibili ed inevitabili variabili individuali: chi, cosa, quando, dove, perchè. Si nasce, si vive, si finisce. Ci si illude di saper dare delle plausibili risposte al perchè, ma più di tanto non si può fare o aspettarsi. Siamo in grado sapere più o meno chi siamo, possiamo affermare con qualche certezza cosa abbiamo fatto, quando siamo apparsi sulla scena, dove siamo stati visti in giro, spiegarci alcuni possibili perchè. Altro o di più non possiamo sperare di fare. Proprio tutto quello che occorre per fare una biografia. La biografia che ogni uomo decide di scrivere alla fine dei suoi giorni, sul suo conto o sul conto degli altri.

Ma siamo proprio sicuri, poi, di scrivere e leggere tutto ciò che è davvero accaduto? Non è che l’immaginazione ci prende la mano e ci aiuta ad aprire le porte chiuse della realtà? Proprio come una biografia romanzata per leggere le Finzioni della vita come le lesse il grande Borges oppure come le leggono quelli della rivista elettronica Finzioni?

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