giovedì 29 settembre 2011

Cercando la parola ...


"Cercando la parola si trovano i pensieri." (Joseph Joubert). Ed è vero! Quante volte ci sediamo alla scrivania e non sappiamo cosa scrivere. Solo qualche parola, qualche idea confusa. Cominciamo a scrivere qualche periodo, esitiamo, torniamo indietro, correggiamo, non era quello che intendevamo. Un errore di grammatica, un aggettivo ripetuto, la ricerca di un sinonimo. 

Riflettiamo, ci fermiamo, siamo tentati di smettere. Poi, all’improvviso, le parole vengono su da sole, senza che nessuno le cerca, i pensieri si susseguono, si rincorrono, la penna tra le mani scivola, o le dita sulla tastiera fanno fatica a trascrivere ciò che sembra sia stato sempre lì, nella testa, tra le pieghe della mente. E ritrovi tutto quello che non sapevi di avere dentro, non immaginavi di pensare e di poterlo dire. E pensi che forse non sei stato tu a dirlo e scriverlo. Qualcun altro è entrato in te, vista la tua indolenza, la tua pigrizia e svegliare il tuo vero io. 

Ed allora diventi un altro, dici cose che non ti appartengono, cominci a lottare, litigare con l’altro, tutti gli altri che ti si annidano dentro. Erano là che ti aspettavano, legati l’uno all’altro, confinati nella tua ragione, l’area irragionevole agli stimoli nuovi, diversi, estranei alla sfera dei pensieri che ti eri costruita. Adesso che ne sei fuori, puoi davvero dire di essere libero. Almeno lo speri. Lo credi. Poi scopri che sei in fuga. Quelli invece di affiancarti ti rincorrono, ti perseguitano, ti tormentano, ti fanno dire cose che non ti appartengono. Non sei tu a dirle, a volerle, a scriverle. 

Come fare allora? Un solo modo c’è. Devi smettere di scrivere ...

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