mercoledì 13 luglio 2011

Viaggi e amori a Ravello

 “Le motivazioni sessuali al viaggio sono spesso sottaciute. Libri, storie sociali, guide e depliant preferiscono mostrare un'immagine innocente degli interessi turistici. Ma sullo sfondo, si agita una storia alternativa del turismo fatto proprio di quei dettagli di solito ignorati. È questa storia che Ian Littlewood ha deciso di esplorare. La sua teoria è che abbiamo ereditato dall'Ottocento tre figure principali di turista: Intenditore, Pellegrino e Ribelle. Ciascuna di queste identità possiede un lato sessuale e un lato culturale. Recentemente i novelli "adoratori del sole" hanno ridefinito le antiche categorie di turisti, riconoscendo ai piaceri sessuali un ruolo chiave nella motivazione a viaggiare.”

Questa è la presentazione editoriale di un libro che ho ripreso tra le mani in questi giorni in occasione della visita al Festival di Ravello in svolgimento dall’8 luglio al 27 agosto. Come si sa il tema di quest’anno è il “Viaggio” e il titolo di questo libro ben si adatta alla situazione. Tra i tanti risvolti che questo tema suscita c’è anche quello dell’amore che per Ravello gioca un ruolo fondamentale. Quanti sono, infatti, i matrimoni che si celebrano in questo piccolo angolo di paradiso in Costa d’Amalfi? Tanti, molti, e sempre in grande richiesta, coppie di tutto il mondo decidono di pronunziare la loro promessa d’amore in una delle tante chiese di Ravello. 

  Nel mese di settembre dello scorso anno mia moglie ed io abbiamo avuto il piacere di prendere parte ad una di queste cerimonie. Un vero e proprio matrimonio internazionale. La figlia medico di un nostro caro amico, ha deciso di unirsi in matrimonio con un suo collega anch’egli medico, ma di nazionalità tedesca, nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano, anch’essi medici. La lista degli invitati era quanto mai variegata in quanto i due sposi si erano conosciuti a Malta, avevano studiato in Spagna ed avevano parenti ed amici sia europei che americani. Un’occasione indimenticabile per vivere tutti insieme il fascino universale di un amore vissuto a Ravello."Climi bollenti" di Ian Littlewood, edizioni “Le Lettere”, è una lettura stimolante sui risvolti erotici dei viaggiatori del Grand Tour. Sono andato a rispolverare i miei ricordi linguistici e letterari di tanti anni di insegnamento ed ho verificato alcune date e connessioni sia in forma poetica che epistolare. Sì, effettivamente, Byron e tutti quelli del “Grand Tour”, antesignani dei moderni viaggi aerei alle varie isole e arcipelaghi del mondo, erano, oltre che ammaliati dal clima, dalle bellezze delle arti, dai monumenti, dalle rovine antiche, dai panorami mozzafiato, anche dalle bellezze femminili locali, intendo quelle della nostra Italia. E così ho ritrovato una breve composizione poetica che nel 1817 Byron scrisse, dando forma alla sua sfrenata eteromania, un vero e proprio assatanato di sesso, come del resto molti altri suoi compagni viaggiatori lungo la penisola.

So we’ll go no more a roving.
So late into the night,
Though the heart be still as loving,
And the moon be still as bright.

Non andremo più in giro vagando
Fin dentro la notte
E il cuore deve placarsi
E la luna deve continuare a splendere.

For the sword outwears its sheath,
And the soul wears out the breast,
And the heart must pause to breathe,
And Love itself have rest.

Poichè la spada si gonfia nel fodero
E l’anima si consuma nel petto,
e il cuore deve fermarsi a respirare
e l’amore deve riposare.

Though the night was made for loving,
And the day returns too soon,
Yet we’ll go no more a roving
By the light of the moon.

Anche se la notte fu fatta per amare
E il giorno ritorna presto
Eppure noi non andremo più in giro vagando
Alla luce della luna.


Composta di tre strofe, che ho tradotto liberamente, la poesia ha un alto contenuto sessuale simbolico. La “spada” e il “fodero” hanno un chiaro richiamo al sesso maschile e femminile e Byron deve avere davvero girovagato molto con la sua “spada” in cerca di “foderi” da riempire. Non a caso, due anni dopo, nel 1819, in una lettera fa un bilancio preciso dei dodici mesi trascorsi dichiarandosi sfinito per le troppe avventure di sesso a Venezia. Ecco il testo:

“Dall’anno scorso ho corso la giostra. La Taruscelli – la Da Mosti – la Spineda – la Lotti – la Rizzato – la Eleonora – la Calotta – la Giulietta – l’Alvisi – la Zambieri – l’Eleonora de Bezzi (che era l’amante del re di Napoli Gioacchino – o almeno una delle sue amanti) la Teresina di Mazzurati – la Glettenheimer – e sua sorella – la Luigia – e sua madre – la Fornaretta – la Santa – la Calidari – la portiera – la figurante bolognese – la Tintora e le sue sorelle – ho prese queste e il triplo di queste”.

Non a caso dichiara in altra occasione di essersi preso lo “scolo” e di avere cercato invano le “corazze”, cioè i preservativi, che di certo al tempo non si trovavano nelle farmacie! Voi forse pensavate che l’idea del turismo sessuale fosse una invenzione moderna? E invece adesso, rileggendo questo interessante libro di Littlewood, sappiamo che un esteta come John Addington Symonds (un altro inglese!) afferma la vera verità e cioè che “non vedrai la bellezza di una nazione fino a quando non ci sarai andato a letto”! John, a dire il vero, non fa come George, che è bisex nelle sue scelte. Egli seleziona accuratamente solo dal proprio sesso. Queste cose in Inghilterra non si potevano fare a quel tempo. Oscar Wilde si fece quasi i lavori forzati per una cosa del genere. In Italia, anche a quel tempo, eravamo molto più liberali, aperti e disponibili addirittura dell’Inghilterra. Al massimo ci si poteva rimettere il portafoglio!


 Non risulta che Lord Byron sia salito fin quassù, dalle parti di Ravello. Ma si può ricordare che in tema d’amore e di sesso il ricordo va ad un altro famoso inglese che porta il nome di D. H. Lawrence. Egli fu più volte da queste parti, all'albergo Rufolo, nel periodo in cui scrive il suo capolavoro "L'amante di lady Chatterly". Chi conosce la storia di questo libro può rendersi conto di come nel viaggio ci siano forti, determinati e sensibili i piaceri dell’ avventura dei sentimenti e della scoperta. Una ragione in più per esserci a Ravello e al suo Festival sul filo del Viaggio.

Post in evidenza

Qualcosa, niente e tutto ...

Questa frase, a dir poco, è tutto un mondo. Scritta e pensata in un contesto poetico, è oggi quanto mai attuale e idonea per riflettere ...