lunedì 23 maggio 2011

Il peggior veleno


In una breve nota intitolata "Old age", apparsa nella rivista ancora in vita "The Atlantic" nel gennaio del 1862, il filosofo, scrittore, saggista statunitense Ralph Waldo Emerson scriveva:

" Dal punto dell'esperienza dei sensi, da quanto si vede nelle strade, nei mercati e nella caccia al piacere ed al guadagno, il valore dell'età è molto scarso e anche scettico. Diciamoci la verità e studiamo i risultati. Il tabacco, il caffè, l'alcol, la droga, l'acido prussico, la stricnina, sono soluzioni deboli: il veleno più sicuro è il tempo. Questa tazza, che la Natura ci offre, possiede una splendida virtù che supera tutte le altre. Apre i sensi, aggiunge forza, ci riempie di sogni esaltanti che chiamiamo speranza, amore, ambizione, scienza. Specialmente essa crea una sete continua che porta a bere sempre di più. Quelli che ne bevono si ubriacano, perdono la loro grandezza, la forza, la bellezza e i sensi, finiscono per impazzire e delirano. Noi rimandiamo i nostri doveri letterari fino a quando non diventiamo più maturi ed abili a scrivere e un giorno scopriamo che il nostro talento letterario era una giovanile effervescenza che ora non abbiamo più".

Ho tradotto liberamente l'intero testo per far comprendere quanto ci sia di vero in quella frase che ho estrapolato ieri "Il peggior veleno è il tempo". Tutto quello che Emerson afferma nel suo breve saggio è ancora valido oggi. Ogni eccesso, ( e oggi, a quelli elencati da Emersono se ne sono aggiunti molti altri!) che come ovvio è favorito dal tempo, è una sorta di veleno che ci uccide lentamente. Col passare degli anni il tempo trasforma e trasfigura, fino ad avvelenare l'esistenza. Chi pensa che esso, invece, aiuti a guarire, non si accorge di cercare aiuto nella memoria che decade e ci porta a dimenticare. Ma questo non è altro che una conferma della forza di questo veleno, che è il tempo. Anche la memoria, infatti, decade e si sgretola col passare del tempo. Conosco qualcuno che col passare degli anni ha eliminato dalla sua casa ogni specchio o vetro che possa riflettere la sua immagine. La ragione è inutile dirla. Corredo questa nota con la riproduzione di un quadro famoso di quel grande artista che fu Salvador Dali. Il disfacimento di un orologio prova quanto di vero ci possa essere nel "veleno" del tempo.

From the point of sensuous experience, seen from the streets and markets and the haunts of pleasure and gain, the estimate of age is low, melancholy, and skeptical. Frankly face the facts, and see the result. Tobacco, coffee, alcohol, hashish, prussic acid, strychnine, are weak dilutions: the surest poison is time. This cup, which Nature puts to our lips, has a wonderful virtue, surpassing that of any other draught. It opens the senses, adds power, fills us with exalted dreams, which we call hope, love, ambition, science: especially, it creates a craving for larger draughts of itself. But they who take the larger draughts are drunk with it, lose their stature, strength, beauty, and senses, and end in folly and delirium. We postpone our literary work until we have more ripeness and skill to write, and we one day discover that our literary talent was a youthful effervescence which we have now lost.
–Ralph Waldo Emerson, “Old Age” in The Atlantic, Jan. 1862.

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